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FRITTOLI Dino, Oltre il cerchio del circo, Milano, Fausto Lupetti Editore, 2010, ill.
È un circo differente, quello di Dino Frittoli. Discende dritto filato, invece, dall’ultima scena di 8½, quella in cui il bambino suonando il flauto porta via con sé tutti i personaggi veri e di finzione del film, che poi sono tutti i ricordi del protagonista-regista, tutte le sfumature della sua vita.
Anche in Oltre il cerchio del circo, la vita è al centro degli scatti, dei movimenti, dei pedinamenti. Dino Frittoli ha passato dieci giorni insieme alla compagnia (un’enorme famiglia, in realtà) del Circo Embell, Il circo è un sogno. È l’immagine di un tendone effimero che, bambino, scorge incorniciato dalla finestra di casa. Un tendone dietro cui si nascondono chissà quali segreti, segreti antichi come il mondo.
Ancestrali. Cosa accade dietro quel sipario circolare? Il sogno è fermare lo scorrere della vita dietro il tendone, i gesti quotidiani ma provvisori, uguali ma diversi in ogni piazza, in ogni paese. La preparazione all’ardimento, al gesto atletico.Il sudore, la fatica, la provvisorietà. La polvere. Gli sguardi dei circensi, la verità fugace nella luce che li accarezza. Fermare in un clic la vita attorno al cerchio del circo: ora il cerchio è perfetto.
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